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Articolo: La memoria in ogni fibra

La memoria in ogni fibra

Designer, collezionista e innovatore nella scena vintage giapponese, Kinji Teramoto si definisce un “ARCHIVENIST” (neologismo creato da lui stesso, può essere tradotto come “custode e studioso del patrimonio vintage sartoriale”, ndr).
Nato e cresciuto in Giappone, la sua vita è da sempre dedicata allo studio meticoloso di capi che custodiscono una storia. Dagli esordi, con classiche giacche militari fino al recupero e alla rinascita di marchi storici, Kinji ha costruito una visione in cui il passato dialoga con il presente e la maestria artigianale diventa ponte tra generazioni. Ogni pezzo che tocca è sia un documento che una storia, testimone silenzioso di decenni di abilità e dedizione estetica.

Puoi raccontarci del tuo primo incontro con Alessandro? Dove e quando lo hai conosciuto?
Ricordo di aver incontrato Alessandro nel 2013, presso il negozio ANATOMICA del mio socio a Parigi. Quello che doveva essere un semplice saluto si è trasformato in una lunga conversazione su stile, storia e il valore della sartoria senza tempo. Quell’incontro ha gettato le basi per un’amicizia e una collaborazione creativa che perdurano ad oggi. È stato, in un certo senso, una guida cosmica, uno di quegli incontri fortuiti così rari da sembrare destinati, che hanno segnato il percorso dei progetti futuri. 

Lo scorso novembre avete festeggiato il primo anniversario di Arkeos Club con un trunk show Fortela. Come hai vissuto questo traguardo?
Il trunk show a Ginza ha sancito ed espresso il legame tra me e Alessandro. La visita di Alessandro e Matteo in Giappone ha reso l’evento un grande successo. Abbiamo deciso di trasformarlo in una tradizione annuale, un momento per celebrare insieme passione, creatività e amicizia.

Fortela è un marchio profondamente radicato nella tradizione, nella qualità e nell’artigianalità. Che legame senti tra il tuo lavoro e quello di Fortela?
Alessandro e io condividiamo lo stesso obiettivo: imparare dai capolavori senza tempo, applicando metodi di costruzione e facon meticolosi. Siamo entrambi impegnati a creare un guardaroba che vada oltre le mode, che rispetti il passato e rimanga pertinente e attuale anche in futuro. I pezzi vintage, spiega Kinji, a volte possiedono un taglio contemporaneo e, come piccole cicatrici che attraversano la lunga storia dell’umanità, sono destinati a essere tramandati alle generazioni future.

Nel servizio fotografico per Fortela, hai indossato capi pieni di storia e carattere. Cosa hai scelto e perché?
Ho immaginato un “samurai cowboy” che indossa capi italiani. Questo mi ha portato a scegliere la CORRADO JACKET e il SHANNON PULLOVER. Questi capi combinano materiali britannici con tecniche sartoriali italiane, riflettendo la fusione di culture, tradizioni ed estetiche che ispirano la mia visione. Ogni capo, dice Kinji, è un contenitore di storia e luce, che lo collega a generazioni di artigiani e alle storie che hanno lasciato.


Il Giappone è noto per la sua attenzione quasi ossessiva ai dettagli. Cosa ti affascina di più della sua artigianalità?
Il Giappone ha vissuto un lungo periodo di isolamento, che ha favorito uno sviluppo artigianale senza pari. Gli artigiani si sfidavano a vicenda, cercando di superarsi continuamente, uno spirito che ancora oggi caratterizza il Paese. Le tecniche di confezione occidentali, caratterizzate da curve complesse rispetto alle costruzioni tradizionali giapponesi lineari come il kimono, non smettono mai di stupirmi. Questo spirito di dedizione e ricerca dell’eccellenza guida tutto ciò che creo ed è un promemoria quotidiano che l’artigianato è tradizione e al tempo stesso arte viva.
Attraverso il suo lavoro in 35SUMMERS, Kinji ha riportato in vita marchi storici come ROCKY MOUNTAIN FEATHERBED e BIG YANK, guidato dall’intuizione e dalla passione. Per lui, i pezzi vintage non sono mai semplici capi di abbigliamento: sono contenitori di luce, storia e identità. Quando osserva un capo, ciò che conta di più è che emani luce e sia unico e iconico. Il suo stile personale è giocoso, intellettuale ed elegante, un eroe dal colletto blu, con una passione per i capi militari navali.

Hai scritto un libro sul blu navy, una tonalità iconica nel menswear. Cosa rappresenta per te questo colore?
Personalmente credo che il nero puro non esista in natura. Il blu navy scuro è il colore del cielo notturno, simbolo della galassia. In questo colore percepisco un’espansione imprevedibile e senza tempo, che è diventata una tonalità guida nel mio guardaroba e nella mia visione di stile.